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Apr '11

Yanez di Davide Van De Sfroos: l’elogio del nulla

Ho cominciato ad ascoltare questo brano, e cioè Yanez, alcune settimane fa quando le radio hanno cominciato a passarlo ripetutamente. Una volta, due volte, tre, ed inevitabilmente l’ho notato e ascoltato meglio. Il primo pensiero spontaneo è stato: “che scemenza” in Italiano, “che bischerata” in Fiorentino, “che boiata” in Livornese (ho scelto un’espressione soft tra la miriade disponibile nella sconfinata cultura labronica 🙂 ), e potrei continuare.

Però tutta questa popolarità mi ha incuriosito, e sono andato a disinformarmi meglio su Internet. Scopro che ha avuto origine dal Festival di Sanremo, e da qui capisco perchè non ne fossi a conoscenza, visto che da alcuni decenni reputo il Festival un’offesa alla musica ed evito di guardarlo per non subire l’effetto bifidus essensis. Il pezzo si chiama effettivamente Yanez e ne è autore e interprete Davide Van De Sfroos, all’anagrafe Davide Bernasconi da Monza, ma insieme a queste informazioni scopro varie recensioni e articoli che ne parlano.

E lì rimango basito, perchè il tenore è del tipo “che ritmo e che energia, ha colpito tutti!“, oppure “siamo di fronte a un nuovo De Andrè”, e ancora “la canzone napoletana ha cittadinanza musicale da anni, non vedo perché debba fare scandalo un brano cantato in un altro dialetto” 😮  . E una domanda mi sorge spontanea:

ma per formare la vostra cultura musicale, oltre allo zecchino d’oro cosa avete ascoltato?

Dissento e mi dissocio, perchè trovo tutto questo esagerato e inappropriato per il brano in questione.

Ad esempio, questo articolo su cronaca live Italia afferma:

Grande successo sul palco dell’Ariston ieri sera per il cantante comasco Davide Van De Sfroos, che ha colpito tutti per la sua energia. …..

ma siete mai stati a un concerto di Vasco, di Caparezza, di Ligabue, o anche della PFM (Premiata Forneria Marconi) odierna? Se quella di Yanez è energia, le loro esibizioni come le definireste? L’articolo prosegue dicendo:

Ritmo ed energia, che ha aiutato a dare un tocco di freschezza alla 62esima edizione del festival della canzone italiana ….

Dipende con cosa ci si confronta: in mezzo al nulla del festival, ammetto che Yanez alza il livello. E in conclusione, bottarella di cultura:

I critici hanno elogiato il pezzo di Davide Van De Sfroos, “Yanez”. Giuseppe Antonelli, docente di Linguistica italiana, ha affermato: “Il testo è l’unico che in questa edizione fa posto alle parole di oggi”.

Buono a sapersi, domattina deposito di corsa alla SIAE un testo contenente le parole “escort” e “bunga bunga”  🙂

 

Su il mascellaro (o “Miradouro”? Non ho capito) in questo articolo Elisabetta Longo intervista il giornalista Maurizio Zottarelli, definito grandissimo amico di Van De Sfroos. Nell’articolo si può leggere:

Se la canzone napoletana ha cittadinanza musicale da tantissimi anni, non vedo perché debba fare scandalo un brano cantato in un altro dialetto

La canzone napoletana ad oggi ci ha dato canzoni come “o’ sole mio”, “malafemmena”, “Napule è” (insieme a tonnellate di ciarpame neo-melodico), le vogliamo paragonare con Yanez? E quanto a brani in altro dialetto non è una gran novità, la mia infinitesima cultura musicale mi fa ricordare ad esempio:

  • i Pitura Freska che hanno cantato proprio all’edizione del Festival di Sanremo del 1997 “Papa nero” in dialetto veneto
  • del Dott. Enzo Jannacci si possono citare “el purtava i scarp de tennis” e “son s’cioppaa
  • di Cochi e Renato “l’uselin della comare”
  • Fabrizio De Andrè che ha scritto “Zirichiltaggia” in dialetto sardo

A proposito del compianto De Andrè, il commento a Yanez che mi ha fatto più imbestialire l’ho ascoltato per radio dove il conduttore, dopo avere trasmesso il brano, ha affermato:

…. forse siamo di fronte a un nuovo De Andrè!

scusate, ma qui si configura il reato di bestemmione musicale via etere! 🙂 A cosa vogliamo paragonarci, a “La guerra di Piero”? Oppure alla “Canzone di Marinella”?

La verità è che Yanez è semplicemente un brano orecchiabile e ironico, assolutamente niente di più!

Non diamogli meriti o valenze che non ha, ha una sua dignità di esistere anche così com’è, la musica si ascolta anche per divertirsi. Io stesso ancora oggi mi diverto ad ascoltare il trivialissimo “Inno del corpo sciolto” di Roberto Benigni tra un brano di Al Jarreau e uno della Chick Corea Elektric Band.

Due parole su Davide Van De Sfroos. Tra il materiale che ho individuato ho trovato anche questa recensione scritta da Franco Zanetti su rockol.it fatta in modo professionale e non con il solito copia e incolla che pervade Internet, che tratta della storia e del percorso musicale di Davide e che può essere spunto per chi volesse conoscerlo meglio, al di là di Yanez.

 

Concludo aggiungendo come materiale multimediale per rimanere in tema la sigla della serie TV Sandokan trasmessa nel 1976 composta dagli Oliver Onions, ovverosia i fratelli Guido e Maurizio De Angelis. Sentite un po’ che suggestione e che arrangiamento, che sapiente mix di sonorità, e occhio alla lacrimuccia:



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